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La principessa, da dama in difficoltà a guerriera

da MediaEvi. Il Medioevo al presente.

La principessa, da dama in difficoltà a guerriera

Uno degli stereotipi più distintivi e conosciuti del medievalismo è sicuramente quello della principessa. Romantico e imperituro, quasi quanto lo stesso fenomeno ottocentesco, questo stereotipo ha subito un’evoluzione lampante all’interno della stessa corrente che gli ha dato vita.

La principessa, infatti, ha “cambiato d’abito” e da damigella in difficoltà si è convertita in un’indomabile guerriera. Ma cosa rende particolarmente interessante un cambiamento che ormai passa pressoché inosservato? La sua stessa natura. Mentre in principio la caratterizzazione “da combattente” aveva investito solo alcuni personaggi prevalentemente del genere fantasy, questa “rivoluzione femminile” si è estesa anche alle icone più propriamente classiche.

Su tutte, ovviamente, il cambiamento più visibile e scioccante è quello delle principesse Disney. Come dimenticarsi l’innocenza e la fragilità di Biancaneve, Cenerentola o Aurora? Come non ricordarsi di tutte le loro, e le nostre, speranze a carico del Principe Azzurro? Come avrebbero potuto vivere felici e contente se non fossero state salvate dal prode principe? Non ce ne siamo dimenticati, le speranze le ricordiamo e siamo certi che, se fossero state lasciate a loro stesse, quelle principesse sarebbero rimaste nel sonno eterno o rinchiuse in qualche torre.

Con estrema facilità molte generazioni hanno accettato questo stereotipo e con altrettanta semplicità hanno assimilato lo smantellamento. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito infatti ad una vera e propria rivoluzione senza precedenti. Biancaneve si salva da sola, Cenerentola non è più remissiva ed Aurora si allea con Malefica in nome del vero bene. Un reale ribaltamento dei ruoli che però riguarda solo le principesse del periodo “classico”, perché nelle ultime produzioni si può parlare a buon diritto di “eroine”, tra le quali Rapunzel, Elsa, Merida sono solo un, apprezzatissimo, esempio.

Ovviamente sarebbe riduttivo e incompleto ricondurre questo cambiamento solo alla Disney, che si è scelto di citare in virtù del grande ascendente che ha sul mercato e sul pubblico. È innegabile che sia proprio lo stereotipo in sé ad essere cambiato, com’è mutata la società che lo riconosce, modificandosi e sedimentandosi nell’arte, nella letteratura, nella fumettistica e soprattutto nella cinematografia.

Possiamo quindi affermare, quasi con assoluta certezza, che difficilmente vedremo più negli anni a venire la dama in difficoltà bisognosa di aiuto, anzi è molto probabile invece che in un futuro, non molto lontano, saranno le principesse a dover/voler salvare i loro principi.

Martina Corona

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